Il ruolo del dolore: da segnale d’allarme a strumento di guarigione
Quante volte hai provato dolore e hai semplicemente desiderato che sparisse?
Ma ti sei mai chiesto perché sentiamo dolore? La realtà è che dietro ogni fitta, bruciore o fastidio, c’è un messaggio che il corpo utilizza per comunicarci il suo stato di malessere e richiamare la nostra attenzione.
Il messaggio del dolore è una complessa rete di segnali e significati, che va oltre la semplice risposta a una ferita o a un problema. Vediamo quali sono questi segnali, che spesso vengono ignorati o combattuti con i medicinali, e perché è importante imparare a comprenderli, per poter limitare al minimo la loro comparsa e durata.
Cos’è il dolore?
Il dolore è una risposta fisiologica, un sistema di allarme perfetto progettato per proteggerci. Quando subiamo un danno in una parte del corpo, le cellule colpite inviano segnali ai nervi vicini, che attivano dei recettori, chiamati nocicettori, che trasmettono l’informazione dolorosa al cervello. È il cervello poi, in base a una serie di fattori fisici e psicologici, a decidere l’intensità del dolore.
La famosa “soglia del dolore”, che tutti affermano di avere alta, non ha una misura universale. Anzi, in realtà non esiste. Questo perché può essere influenzata da stress, ansia, aspettative o precedenti esperienze.
Infatti quando si è più stressati la sensibilità al dolore tende ad aumentare. Pensa ad esempio:
- a quanto sia più facile avere un mal di testa durante periodi di forte pressione e quando si hanno tante responsabilità,
- al senso di nausea che peggiora se stai per prendere un aereo e hai paura di volare,
- o come come l’influenza di un’esperienza negativa passata, tipo un trattamento dentale doloroso, possa aumentare lo stato d’ansia e il dolore in quella situazione.
E’ il nostro cervello a determinare, non solo in base al danno fisico, ma anche all’esperienza emotiva e il contesto, quanto sarà forte il dolore.
Non a caso, se sei in vacanza o dopo aver ricevuto un massaggio rilassante, hai meno probabilità di avere quel mal di testa, che invece in condizioni di stress, risulterebbe più forte. Oppure quando un mal di stomaco passa in secondo piano se stai vivendo una sensazione di felicità, come quando ti innamori..
Le risposte fisiologiche del nostro corpo sono sempre le stesse, ma la percezione cambia.
Per questo motivo è fondamentale riconoscere ed interpretare le situazioni di dolore, perchè spesso si tende a trattare i sintomi dolorosi con i farmaci, instaurando meccanismi rischiosi che possono portare a problematiche più serie.
Ad esempio, prendere antidolorifici o antinfiammatori può dare un sollievo temporaneo, ma senza agire sulla causa: questi medicinali infatti agiscono, sulla sensibilità nella periferia del corpo e nel cervello: se prendi una forchetta e te la pianti in una mano, ti farà male. Se prendi un antidolorifico e lo fai un’altra volta, non senti nulla. Quindi il danno c’è, ma non lo percepisci.
La riduzione della percezione può indurre a ignorare o sottovalutare una lesione, rischiando di peggiorarla. I farmaci dovrebbero perciò essere usati con criterio e solo in determinate situazioni.
La domanda chiave dovrebbe essere: il dolore è così intenso da impedirmi di dormire? Se la risposta è si, perché ostacola il naturale processo del sonno, allora è il caso di prenderli.
Ma c’è comunque un problema da considerare: il dolore provoca una risposta infiammatoria mirata a curare naturalmente la parte. Un antinfiammatorio blocca questi processi di riparazione, rallentando il recupero. Di conseguenza bisogna fare una scelta ponderata: meglio affrontare un dolore più forte per un breve periodo, oppure ridurre il dolore e accettare un tempo di guarigione più lungo?
Tipi di Dolore: Acuto e Cronico
Gli antinfiammatori possono alleviare il dolore riducendo lo stato di infiammazione del corpo, ma per poter fare un trattamento adeguato, bisogna fare una distinzione tra le due principali categorie di dolore: quello acuto e quello cronico.
Il primo è una risposta immediata e temporanea, spesso innescata da una ferita o un’infiammazione, come un taglio sulla pelle o una distorsione alla caviglia.
Questo tipo di dolore è “utile”, perché ci segnala che c’è un problema immediato che ci aiuta a evitare ulteriori danni. Nel caso della distorsione, il dolore ci costringe a evitare movimenti che potrebbero aggravare il danno, permettendo ai tessuti di guarire correttamente.
Spesso dopo questo tipo di trauma articolare, il tono dei muscoli circostanti diminuisce: il cervello in modo intelligente riduce la loro attivazione così da non sovraccaricare la parte lesionata. E’ come se la centralina dell’automobile riducesse la potenza dei cavalli per evitare di danneggiare una ruota bucata.
In questi casi, il trattamento suggerito è quello di applicare del ghiaccio, così da evitare il gonfiore. Ma se ci fermassimo un attimo a ragionare, osserviamo che un trauma articolare provoca un danno, pertanto ci sarà una risposta infiammatoria da parte del sistema immunitario per proteggere l’area lesionata. Questo comprende:
- un gonfiore (edema),
- insieme ad un arrossamento e calore, utile a favorire il passaggio di liquidi e cellule immunitarie per rimuovere le cellule danneggiate e avviare il processo di recupero,
- e il dolore, per evitare di usare l’area lesionata.
Il ghiaccio è utile perché riduce lo stato doloroso, ma ha l’effetto di limitare il flusso sanguigno, rallentando perciò l’azione del sistema immunitario. Proprio come gli antinfiammatori, anche il ghiaccio interferisce con la riparazione, allungando i tempi di guarigione.
Dall’altra parte, abbiamo il dolore cronico, quello persistente che può durare mesi o addirittura anni, continuando anche quando il danno originale è ormai guarito, come nel caso del mal di schiena che continua ben oltre la guarigione dal trauma iniziale.
Il mal di schiena è un dolore complesso, che può essere causato da una postura scorretta, sovraccarichi o debolezze muscolari.. su come risolvere questa condizione puoi guardare qui.
Il dolore cronico è difficile da trattare, poiché il sistema nervoso può diventare ipersensibile, al punto che persino lievi stimolazioni, come una leggera pressione o un movimento innocuo, vengono percepite come dolorose. In questi casi infatti è più corretto parlare di trauma, poiché il dolore non ha più soltanto una componente fisica, ma anche un impatto psicologico devastante sulla qualità di vita, influendo su molti aspetti emotivi e sociali.
Spesso chi ha sofferto tanto, non solo ha la zona del corpo interessata più sensibile, ma sviluppa anche una paura associata a quella situazione. Sto parlando di chi dopo un incidente stradale, sente dolore e ansia solo salendo in macchina, anche se fisicamente è guarito.
Quando si soffre di dolori cronici o ricorrenti, bisognerebbe fare un passo indietro e analizzare la situazione: se magari si hanno spesso problemi digestivi, potrebbe dipendere da abitudini alimentari errate (come eccessi di cibi, alcolici, oppure periodi di forte stress). Il malessere è dettato da un sovraccarico che deve essere risolto al più presto, facendo scelte alimentari diverse..
Se invece il dolore è alle articolazioni, come schiena e ginocchia, sappi che molto spesso la causa è la mancanza di forza muscolare, dovuta ad una particolare sedentarietà e l’assenza di un programma di allenamento mirato.
Naturalmente, dolori improvvisi e intensi, che compaiono senza una causa apparente, oppure dolori persistenti che non migliorano o addirittura peggiorano nel tempo, soprattutto se associati a sintomi come febbre, perdita di peso inspiegabile o affaticamento, richiedono un’attenzione medica immediata, poiché possono essere segnali di problemi seri che devono essere valutati accuratamente.
Trattare e Uscire dal Dolore
A questo punto, se non bisogna utilizzare il ghiaccio o i farmaci, ti starai chiedendo: cosa bisogna fare per trattare il dolore?
Se ti dicessi che esiste un modo facile ed immediato, vorrebbe dire che ho vinto un premio Nobel e sarei l’uomo più ricco del mondo.
Purtroppo ci dobbiamo affidare a diverse strategie che richiedono un pò di pazienza, impegno, e dare i giusti mezzi al corpo così che madre natura faccia la sua magia.
Infatti sono poche le cose che si possono fare, che però possono portare grandi benefici: per prime ci sono le tecniche di rilassamento, come la respirazione profonda, la meditazione o alcune forme di massaggio.
Prima di alzare gli occhi al cielo e pensare che siano pratiche da sciamano, sappi che c’è un vero aspetto scientifico a sostenere la loro efficacia. Queste tecniche, agendo direttamente sul sistema nervoso, possono ridurre i livelli di stress e abbassare la percezione del dolore. Anche pochi minuti al giorno possono fare la differenza, specialmente per chi soffre di dolore cronico. Provare non costa nulla, e puoi trovare tanti video su YouTube che ti possono guidare nel processo, come questo:
In secondo luogo, il rimedio contro ogni dolore e malattia, è quello di utilizzare la medicina più efficace, ovvero l’attività fisica: in seguito al movimento dei muscoli avviene una produzione degli antinfiammatori naturali, le miochine, e delle sostanze note per il loro effetto antidolorifico e promozione dello stato di benessere, le endorfine.
Anche solo dei movimenti leggeri, come una camminata o qualche esercizio a carico naturale, possono avviare questo processo di riduzione della percezione del dolore e miglioramento dell’umore.
C’è questa frase (attribuita spesso a Voltaire) che rende perfettamente la mia idea:
L’arte della medicina consiste nell’intrattenere il malato mentre la natura lo guarisce.
Bisognerebbe ricordare che nonostante l’avanzamento tecnologico e medico:
- il corpo umano è ancora un mistero da scoprire
- la natura ha bisogno dei suoi tempi,
- e che la maggior parte delle volte il miglior intervento quello di lasciare spazio al processo naturale di guarigione, dando al corpo i giusti mezzi.
I farmaci sono sicuramente essere utili, per salvare vite o curare malattie che fino a pochi anni fa erano mortali, ma è anche vero che non sono sempre necessari: nella maggior parte delle situazioni, il corpo è in grado di recuperare da solo se lo rispettiamo e gli diamo il giusto tempo per farlo.
Se hai bisogno di aiuto nel tuo processo di guarigione, utilizzando la medicina dell’attività fisica, puoi contattarmi qui.
Prenditi cura di te,
Alessandro
Studi sul dolore:
Breathing technique in pain and cognitive function: a systematic review of the literature
Effectiveness of Jyoti Meditation for Patients With Chronic Neck Pain and Psychological Distress
The Effects of Brief Mindfulness Meditation Training on Experimentally Induced Pain