La casa di proprietà: un mito del passato?

In tutti questi anni di vita in affitto, sono stati in pochi a capire il mio punto di vista. Per tutti gli altri, ho semplicemente buttato via soldi senza che mi rimanesse nulla.
Ma è davvero così?
Oggi, numeri alla mano, voglio analizzare i pro e i contro di una casa in affitto rispetto ad una acquistata, basandomi sulle teorie dei più grandi esperti di finanza personale e investimenti.

Il mito della casa di proprietà: una decisione emotiva o razionale?

In molte culture, specialmente in Italia, possedere una casa è considerato un traguardo finanziario imprescindibile, la realizzazione di un sogno. Tuttavia è un’eredità del passato, di quando la casa rappresentava stabilità, sicurezza e un bene da tramandare.
“Pagare l’affitto è come buttare soldi dalla finestra” mi sono sentito spesso dire. Eppure, secondo gli esperti, l’acquisto di una casa non dovrebbe mai essere una scelta emotiva, ma un’analisi rigorosa di costi, opportunità e rendimenti, proprio come qualsiasi altro investimento.

Comprare casa non è sempre un buon investimento.
Uno dei più grandi falsi miti è che le case aumentino sempre di valore. La realtà è ben diversa. Nel lungo termine una casa può diventare un bene da rivendere, un’eredità o una fonte di reddito passivo se affittata (e l’inquilino ti paga regolarmente).
Ma il più delle volte, l’acquisto di una casa presenta questi svantaggi:

  • E’ un asset poco “liquido”: Vendere una casa è un processo lungo e costoso. Se hai bisogno di soldi velocemente, potresti dover scendere di prezzo e perdere parte del valore.
  • Costi nascosti: Tasse di proprietà, manutenzione, assicurazione, spese notarili, interessi e ristrutturazioni inaspettate sono spese che un inquilino in affitto non deve affrontare.
  • Opportunità mancate: un mutuo può durare 20-30 anni. In quell’intervallo temporale il denaro impiegato nel mutuo potrebbe essere investito altrove, con rendimenti nettamente superiori.

Secondo i giganti della finanza, l’acquisto di una casa è conveniente solo se rappresenta un bisogno reale e non un peso finanziario.
Se invece l’affitto permette di risparmiare e investire altrove con rendimenti maggiori, allora ha molto più senso. L’errore comune è pensare solo al costo della casa senza considerare il “costo delle opportunità perse” del capitale immobilizzato.

John Bogle, fondatore di Vanguard, ha sempre sostenuto che il miglior modo per accumulare ricchezza è investire in strumenti finanziari che possono avere una media del 7-8% annuo. Se confrontiamo questo con la crescita storica del valore di una casa (1-3% annuo al netto dell’inflazione), vediamo che l’investimento immobiliare non è così vantaggioso come sembra.

Affitto: libertà finanziaria o spreco di denaro?
L’affitto viene spesso considerato uno spreco perché non si “costruisce patrimonio”, ma è davvero così?

Vivere in affitto non significa buttare soldi, ma acquistare flessibilità e opportunità (Ramit Sethi, autore di Ti insegno come diventare ricco).

  • Flessibilità geografica e finanziaria: quando sei affitto puoi trasferirti facilmente, adattando le scelte di vita e carriera senza vincoli immobiliari.
  • Maggiore liquidità: Non immobilizzi denaro in un immobile, che puoi invece investire in strumenti con rendimenti migliori.
  • Minori rischi: le fluttuazioni del mercato immobiliare e i potenziali cali di valore della casa non sono argomenti di cui preoccuparti.

C’è comunque lo svantaggio di subire potenziali aumenti dell’affitto, legati alle dinamiche di mercato e le decisioni del proprietario.

Il confronto numerico: affitto vs acquisto

Considerazioni generali a parti, per capire quale sia la scelta più vantaggiosa, vediamo un esempio pratico.

Scenario 1: Acquisto di una casa

DescrizioneImporto
Prezzo della casa250.000 €
Acconto iniziale50.000 €
Mutuo200.000 € per 30 anni
Rata mensile mutuo840 € (tasso fisso 3%)
Costi di manutenzione, tasse e spese straordinarie360 € al mese
Spesa totale mensile1.200 €

Questa casa nel frattempo potrebbe aver guadagnato valore, o semplicemente mantenuto il prezzo in linea con l’inflazione (2% annuo), perciò dopo 30 anni, il proprietario ha speso:

DescrizioneImporto
Mutuo pagato con interessi485.452 €
Costi extra130.000 €
Prezzo totale speso:665.450 €
Valore della casa:452.840 €
Guadagno netto:– 212.610 €

Scenario 2: Affitto + Investimenti

DescrizioneImporto
Canone mensile:800 €
Investimento in un di ETF con rendimento del 7% annuo400 €
Spesa totale mensile1.200 €

Dopo 30 anni:

DescrizioneImporto
Spesa totale dell’affitto:288.000 €
Capitale investito:144.000 €
Valore del portafoglio:470.425 €
Guadagno netto:+ 182.425 €

Quale scelta è più vantaggiosa?

Guardando solo i numeri, è ovvio che lo scenario affitto+investimenti è la scelta più “intelligente”.
Ma non è tutto così semplice, poiché questa analisi non considera i tassi di interesse variabili di un mutuo (che nessuno può prevedere e che possono aumentare i costi) e nemmeno gli aumenti dei canoni di affitto, che dipendono dall’ISTAT.

La decisione tra affitto e acquisto dipende dagli obiettivi personali e finanziari.
Se l’obiettivo è massimizzare la crescita del capitale, l’affitto e un piano di investimento ben strutturato possono portare a un risultato finanziario migliore.

Se invece si cerca la stabilità e sicurezza, acquistare casa può avere senso, ma bisogna farlo con consapevolezza e numeri alla mano.

La chiave è non credere ciecamente ai miti comuni, ma analizzare i numeri e le opportunità alternative.

Se vuoi iniziare ad educarti sul mondo del risparmio e degli investimenti, puoi iniziare da questo.

Alessandro

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