Quali sono gli alimenti da evitare

Hai presente il detto: “se vedi come viene prodotta una salsiccia, probabilmente smetterai di mangiarla”? Ecco, vediamo perché sarebbe meglio evitare il consumo alcuni alementi, per via degli effetti che provocano sul corpo.

Per prima cosa, ricordiamo una regola fondamentale:

Ognuno ha la propria biochimica e patrimonio genetico, perciò qualsiasi elemento, anche se considerato buono, può avere effetti diversi.

Prendono il nome di intolleranze e allergie, e quello che può essere innocuo su di me, può avere effetti diversi su di te.

Zucchero

Lo so, è difficile abbandonarli, e a meno che fai molta attività fisica (no, un’ora in palestra non è abbastanza), dovresti consumarli in quantità limitate.

I carboidrati sono il cibo dall’apporto energetico più facile: sono calorie pronte all’uso, ma pressoché inutili per le funzioni vitali. Infatti non esiste nessun carboidrato essenziale per il corpo umano. Nessuna struttura è creata dai carboidrati. Sono soltanto pura energia.

Se ci fermiamo a ragionare, negli ultimi 150 anni, l’essere umano è passato dal camminare chilometri, con un grande dispendio energetico quotidiano, all’essere così sedentario da passare giornate intere senza un’accelerazione del battito cardiaco:

  • seduto a tavola,
  • seduto in macchina per andare da un posto ad un altro,
  • in ascensore,
  • seduto alla scrivania,
  • seduto sul divano,
  • sdraiato a letto.

Consumo calorico attivo: inesistente. Direi perciò che l’apporto dei carboidrati dovrebbe essere molto ridotto.

Ma non tutti i carboidrati sono il problema: lo sono i cibi confezionati (e altamente processati) e con eccessi di zucchero. Quando vengono digeriti, tutti i carboidrati vengono suddivisi nella loro forma più semplice e moneta energetica del corpo: il glucosio.

Altre forme di zucchero sono:

  • il fruttosio contenuto nella frutta
  • il galattosio, lo zucchero presente nei latticini
  • il saccarosio, il comune zucchero da tavola, creato dalla combinazione tra glucosio e fruttosio,
  • gli amidi, quelli presenti in patate, cereali e legumi
  • e gli zuccheri artificiali, i polioli, come sorbitolo, xilitolo, eritritolo

Lo zucchero quando ingerito viene accumulato nel corpo nei muscoli e nel fegato: la disponibilità quindi dipende da persona a persona in base alla quantità di massa muscolare. Superata la soglia accumulabile, gli eccessi vengono trasformati in grasso, contribuendo all’aumento di peso e allo sviluppo di malattie metaboliche

Quindi chi una buona quantità di massa muscolare e svolge attività fisica, ha maggiori disponibilità di accumulo e può permettersi di assumerlo. Se invece l’attività fisica è irrilevante e i tuoi muscoli hanno la consistenza del budino, mi spiace, ma è meglio evitare.

I cibi che contengono zucchero provocano un innalzamento dell’insulina, l’ormone dell’accumulo. E quando c’è eccesso di insulina:

  • è impossibile dimagrire o perdere grasso
  • aumentando il rischio di diventarne resistenti, con tutte le patologie correlate.

Latte e derivati

Il lattosio è uno zucchero che diventa difficile da gestire dopo lo svezzamento (intorno ai 3-5 anni) poichè l’intestino smette di produrre l’enzima che lo digerisce. Per l’organismo è uno spreco di risorse produrre una sostanza per qualcosa che non incontrerà più.

Infatti tolto il latte materno, in natura, nessun animale assume più questo zucchero in età adulta.

Ma purtroppo l’uomo ha deciso di alimentarsi (per motivi di sopravvivenza) con il latte prodotto da altri animali, e perciò si ritrova ad avere intolleranze legate al suo consumo:

  • problemi gastrointestinali, come gonfiore, flatulenza, dolori addominali o crampi, nausea e diarrea
  • problemi nutrizionali, con carenze e deficit di sostanze
  • affaticamento, mal di testa e dolori muscolari o articolari

Secondo il National Institutes of Health, le persone intolleranti al lattosio dopo l’età infantile sono circa il 68% della popolazione.

Chi gestisce bene il lattosio è l’eccezione, non la regola.

Se è vero che il calcio contenuto del latte è importante per lo sviluppo di un bambino, in età adulta sarebbe preferibile assumerlo da altri alimenti che hanno meno rischi, come:

  • le verdure a foglia verde
  • le noci e semi
  • dalle arance
  • dai broccoli
  • dalla patata dolce
  • oppure dal salmone e le sardine

Anche se i formaggi stagionati contengono quasi zero lattosio e possono essere consumati saltuariamente, è bene considerare che la caseina, l’altra proteina contenuta nei latticini, è altamente allergica e può portare a sindromi autoimmuni.

Glutine

È la proteina presente in molti cereali (grano, orzo, segale, farro, kamut) e perciò è facile trovarla nei prodotti più comuni della dieta italiana: pasta, pane, pizza, biscotti, crackers, pancake, cornetti, ciambelle, dolci..

Praticamente il glutine lo trovi in tutte le cose “buone”. Peccato che buono al palato non va molto d’accordo con il benessere fisico.

Il glutine è composto da gliadina e glutenina, le 2 proteine che quando mischiate in presenza di acqua, sono responsabili dell’effetto morbido ed elastico tipico dell’impasto.

Quando il glutine raggiunge lo stomaco, viene esposto all’azione degli enzimi, come la pepsina, che iniziano a frammentare le proteine in parti più piccole. Tuttavia, il glutine è una proteina particolarmente resistente alla digestione completa, principalmente a causa della sua struttura molecolare.

Arrivano perciò nell’intestino, dove prosegue la digestione, ma anche qui non si riescono a demolire completamente queste proteine, provocando un accumulo e danneggiamento dei microvilli stimolando il sistema immunitario.

L’irritazione dei microvilli e la risposta infiammatoria alterano l’assorbimento dei nutrienti e nei soggetti più sensibili può portare a situazioni più gravi.

Per quanto riguarda altri cereali (amaranto, quinoa, o avena), è vero che non contengono glutine, ma sono comunque una fonte di carboidrati, quindi sono da valutare in base alla propria condizione.

Legumi

Le famose proteine vegetali (spoiler: contengono molti più carboidrati che proteine).

Sebbene abbiano indubbi benefici, è importante considerare alcune caratteristiche che ne influenzano la digeribilità e l’assimilazione.

I legumi richiedono processi come l’ammollo, la fermentazione e la cottura per essere resi più digeribili e per neutralizzare sostanze antinutrizionali come i fitati (riducono l’assorbimentodi ferro e zinco) e le lectine che, in forma cruda o insufficiente trattata, possono irritare l’intestino. Inoltre contengono zuccheri complessi che possono causare gonfiore e flatulenza, poiché vengono fermentati dai batteri intestinali.

Secondo il mio punto di vista, se dopo averli ingeriti si hanno queste sensazioni negative, io qualche domanda me la farei.

Dei legumi fanno parte:

  • gli arachidi e gli anacardi,
  • i piselli,
  • i fagioli,
  • ceci,
  • lenticchie
  • e la tanto “osannata” soia, di cui si stima che solo una percentuale del 30% delle persone (specialmente gli asiatici) sia in grado di trarre i benefici dal suo consumo.

La soia è una tra le colture che che viene più trattata con pesticidi e prodotti contro parassiti e ratti, perciò sarebbe bene ridurne il consumo.

Bevande alcoliche

L’alcol è un veleno, infatti la sua caratteristica principale è la quella di uccidere i batteri, anche quelli del microbioma orale e digestivo, influenzando la salute del sistema immunitario e aumentando lo stato di infiammazione.

Se poi se ne consumano quantità elevate, l’etanolo interferisce con processi cognitivi più importanti, come la memoria, capacità di concentrazione, di movimento e la visione. Ne puoi leggere di più qui.

Emulsionanti e coloranti

Gli emulsionanti e i coloranti sono ingredienti comunemente usati negli alimenti trasformati per migliorarne la consistenza, l’aspetto e la conservazione.

Un emulsionante è una sostanza che consente di unire due elementi che normalmente non si mescolano, come olio e acqua. Funziona legandosi sia alla componente idrofila (che si mescola con l’acqua) sia a quella lipofila (che si mescola con i grassi), creando una miscela stabile. Un esempio comune è la lecitina, naturalmente presente nel tuorlo d’uovo.

Gli emulsionanti si trovano nei prodotti da forno, gelati, salse, creme spalmabili e negli snack confezionati.

Soprattutto quelli sintetici, sono sotto osservazione per il loro possibile impatto sulla salute intestinale, poiché possono alterare il microbiota intestinale.

Questo può portare a:

  • un’infiammazione cronica e favorire condizioni come la colite o la sindrome metabolica,
  • e all’’alterazione del microbiota, così da indebolire la barriera intestinale, aumentando il rischio di permeabilità intestinale (“leaky gut”).

I coloranti invece sono usati per rendere gli alimenti visivamente più attraenti. Molti di essi sono prodotti sinteticamente, e alcuni derivano effettivamente da composti chimici come i derivati del petrolio.

Sono anch’essi responsabili dell’alterazione della flora batterica intestinale e contribuire a problematiche digestive.

Un aspetto particolarmente preoccupante è che se provi a leggere il contenuto delle merendine e gli snack che vengono dati ai bambini, troverai emulsionanti e coloranti in abbondanza.

Vuoi sapere invece dove non sono contenuti? Nel cibo vero, quello che si trova in natura.

Se vuoi sapere invece quali sono gli alimenti che dovresti consumare senza paura, li puoi trovare qui

Ricorda che:

Se dopo aver mangiato un alimento non ti senti alla grande, probabilmente non è la scelta adatta a te.

Prenditi cura di te,

Alessandro

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