7 segnali per capire se il tuo Personal Trainer è davvero competente
Vuoi metterti in forma ma hai paura di finire nelle mani sbagliate?
Trovare un personal trainer valido può fare la differenza tra ottenere risultati reali e perdere tempo (e soldi). Ma come capire se chi hai davanti è un vero professionista o un ciarlatano che improvvisa?
Questi sono 7 tipi di personal trainer che potresti incontrare e da cui devi stare alla larga.
- “L’amico” che si allena da anni
C’è chi pensa che allenarsi tanto equivalga a saper allenare gli altri. SBAGLIATO.
Solo perché il tuo amico è sempre in palestra e sa tutte le teorie da spogliatoio, non significa che abbia le competenze per guidarti nel tuo percorso.
Un buon personal trainer non si limita a conoscere i nomi degli esercizi e le tecniche, ma sa adattarli al TUO corpo, alla TUA storia e alle TUE esigenze.
Bisogna padroneggiare anatomia, fisiologia, biomeccanica e SOPRATTUTTO psicologia.
Se per qualcuno avere dolori lancinanti dopo un allenamento è un piacere, per te potrebbe essere il motivo per non fare mai più uno.
Segnale d’allarme: se ti dice “Fidati, io l’ho sempre fatto e su di me ha funzionato”, scappa.
- Il super-tecnico
Appena inizia a parlare ti sommerge di termini come cortisolo, superset, aminoacidi, finestra anabolica… e via dicendo.
Ma tu non sei un esperto e, se stai iniziando ad allenarti, hai bisogno di CHIAREZZA, non di un trattato di biochimica.
Un buon personal trainer sa spiegarti le cose in modo semplice, senza farti sentire ignorante o incapace. Deve rendere il percorso comprensibile e progressivo, non complicarlo con parole inutili.
Segnale d’allarme: se dopo 5 minuti ti senti confuso e demotivato, il problema non sei tu, ma lui.
- Il conta ripetizioni
Hai più di 5 anni? Bene, allora dovresti saper contare fino a 20.
Un PT che si limita a contare le ripetizioni e, appena finisci la serie, tira fuori il cellulare, non sta facendo il suo lavoro.
Nei primi allenamenti, il focus dovrebbe essere sulla tecnica, sulla respirazione e sulla comprensione dei movimenti.
Segnale d’allarme: se l’unico feedback che ricevi è “Ancora 3… 2… 1”, hai di fronte un cronometro umano, non un personal trainer.
- Il ritardatario (o sempre impegnato altrove)
Se sei in anticipo, sei puntuale. Se sei puntuale sei in ritardo. Se sei in ritardo, sei imperdonabile.
Vince Lombardi
Un professionista arriva sempre in anticipo. Se il tuo PT è perennemente in ritardo, annulla gli appuntamenti all’ultimo o ti tratta come un ripiego tra un impegno e l’altro, significa che non prende sul serio il suo lavoro (e il tuo tempo).
Segnale d’allarme: se ti fa aspettare o sposta continuamente le sessioni, la sua priorità non sei tu.
- Il brucia calorie
“Hai mangiato una pizza? Allora oggi bruciamo 500 calorie in più.”
Se il tuo PT ti ossessiona con le calorie invece di insegnarti a costruire un corpo più forte e sano, sta sbagliando approccio.
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L’allenamento non è solo un “modo per smaltire gli eccessi” ma uno strumento per migliorare il metabolismo e la composizione corporea.
Segnale d’allarme: se la sua strategia si riduce a farti sudare senza criterio, stai buttando via il tuo tempo e i tuoi soldi.
- Lo sperimentatore
Ha appena fatto un corso o visto un trend di allenamento e vuole subito testarlo su di te.
Attenzione: il corpo umano funziona allo stesso modo da migliaia di anni. Gli esercizi “innovativi” sono spesso solo trovate di marketing. Un buon PT sa distinguere tra ciò che è utile da ciò che è solo una moda passeggera.
Segnale d’allarme: se ti propone esercizi assurdi senza spiegarti il perché, sta solo giocando con il tuo allenamento.
- Il logorroico
Ti parla di cosa ha mangiato nel weekend, delle ultime notizie e della sua serata di sgarro.
Peccato che tu sia lì per migliorare la tua forma fisica, non per una seduta di gossip. Il tuo PT deve motivarti, guidarti e darti indicazioni chiare. Se invece ti distrae o perde tempo a parlare, è un problema.
Segnale d’allarme: se dopo un’ora hai parlato più di quanto hai sollevato, stai pagando per una chiacchierata, non per un allenamento.
Come riconoscere un buon personal trainer?
Ora che sai chi evitare, ecco le qualità di un professionista serio:
- Ti ascolta e adatta l’allenamento alle tue esigenze e stato fisico.
Ogni giorno il tuo corpo risponde in modo diverso. Se hai dormito poco, hai mangiato meno del solito o ti senti affaticato, il tuo allenamento deve essere calibrato di conseguenza. Un vero professionista non ti spinge oltre il limite solo per farti sudare di più, ma trova il giusto compromesso per massimizzare i risultati senza rischi.
Se hai un dolore o un fastidio, non ti dice di “stringere i denti”, ma modifica l’allenamento in modo intelligente per evitare sovraccarichi, infortuni e permettendoti comunque di lavorare in sicurezza.
- Ti spiega il perché degli esercizi e come eseguirli senza farti sentire incapace.
Un buon personal trainer sa che non si nasce esperti.
Il primo obiettivo è farti sentire a tuo agio con gli esercizi e farti capire come muoverti nel modo più efficace.
Non sei stato Michael Jordan la prima volta che hai preso una palla in mano. Non sarai nemmeno Mister Olympia la prima volta che tocchi un manubrio.
Ma se il tuo PT è bravo, ti farà sentire capace sin dal primo allenamento.
Ogni movimento richiede tempo per essere padroneggiato, e un buon allenatore ti guida passo dopo passo, insegnandoti a controllare la contrazione muscolare e migliorare la coordinazione senza mai metterti in difficoltà.
- È puntuale e organizzato, senza riempire la sessione ddi esercizi inutili o di tecnicismi senza senso.
Il tempo in palestra è prezioso.
Un allenamento efficace non è una lista infinita di esercizi messi a caso. Se il tuo PT ti fa fare 10 esercizi diversi senza un filo logico, sta solo riempiendo il tempo senza darti un vero progresso.
Ogni sessione deve essere un tassello del tuo percorso, con esercizi mirati e la giusta progressione, che deve avvicinarti sempre di più al tuo obiettivo.
Chi non ha una strategia, improvvisa. E chi improvvisa, non ti porta da nessuna parte.
- Ti motiva e ti aiuta a mantenere la costanza
Allenarsi non significa solo “fare esercizi”. È una sfida mentale prima ancora che fisica.
Un buon personal trainer non è solo un tecnico, ma un motivatore che:
- Ti aiuta a costruire abitudini sane
- Ti dà la carica quando vorresti mollare
- Ti dà un consiglio invece di rimproverarti
L’allenamento giusto è quello che riesci a mantenere nel tempo. Se non hai voglia di andare in palestra, ma sai che il tuo coach sarà lì ad aspettarti con il giusto mix di incoraggiamento e disciplina, è più facile continuare (e ottenere progressi).
- Continua a studiare e aggiornarsi per offrirti il meglio
La scienza dell’allenamento non è statica: nuovi studi, metodi e strategie emergono continuamente.
- Un buon PT non si fossilizza su vecchie idee, ma evolve.
- Si aggiorna, sperimenta e mette in discussione le proprie convinzioni.
Solo gli stolti non cambiano idea. E sì, è successo a me riguardo a queste cose..
Prima di scegliere, fai ricerche, chiedi feedback e non farti ingannare dal prezzo.
Un professionista costa, ma chiediti sempre quanto può costarti un incompetente.
Se vuoi iniziare un percorso su misura con qualcuno che sappia guidarti davvero, puoi contattarmi qui.
Prenditi cura di te,
Alessandro