Come ho cambiato il mio modo di pianificare le vacanze

“…ma come fate a fare tutti quei viaggi?” E’ la domanda che riceviamo più spesso quando rientriamo da una vacanza. La nostra risposta standard è “noi non facciamo aperitivi!”.

Da anni abbiamo deciso che ogni euro che spenderemmo in cose inutili o superflue lo mettiamo da parte per viaggiare. E se pensi che sia difficile, considera che i costi mensili di:

  • aperitivi
  • colazioni al bar
  • spuntini e pranzi fuori
  • gratta e vinci, scommesse o sigarette
  • cene ordinate a casa o prese al volo
  • e altre spese dettate dalla mancanza di organizzazione
    raggiungono un budget importante, che se moltiplicato per un 12 mesi, hai trovato il modo per andare dall’altra parte del mondo.

Ma (ovviamente) non è soltanto questo. C’è un intero processo dietro ogni viaggio che rende l’esperienza davvero memorabile. Per ottimizzare una vacanza e trasformarla in qualcosa di speciale, è importante seguire tre passi fondamentali:

  1. Avere un progetto: una meta o un obiettivo
  2. Organizzare nei minimi dettagli: non basta prenotare un volo o un hotel. Che cosa vorresti ricordare di quell’esperienza?
  3. Sapere dove cercare: viviamo in un’epoca in cui è possibile organizzare tutto da soli, evitando di affidarsi completamente alle agenzie di viaggio.
    La chiave è conoscere gli strumenti giusti: piattaforme per voli, alloggi e, soprattutto, programmi fedeltà e di accumulo punti che possono davvero rivoluzionare il tuo modo di viaggiare.

1. Progetto: Dove vorresti andare?

Ogni posto può essere un sogno o un incubo. Tutto dipende:

  • dal tuo spirito e attitudine: sei disponibile a fare nuove esperienze o preferisci luoghi familiari e prevedibili?
  • dalle tue aspettative: di come hai immaginato o hai sentito parlare del luogo, sui social o altrove.
  • Dalla compagnia: il viaggio giusto con la persona sbagliata può rovinarti l’avventura, mentre quello semplice con le persone giuste può diventare indimenticabile.
  • Dal meteo. Nessuno ha dei bei ricordi in un luogo con pioggia incessante o caldo insopportabile.

Io non faccio parte delle persone che raccontano sempre che ogni luogo che ho visitato è magico e perfetto. Non è così. Ci sono stati tanti viaggi in cui non vedevo l’ora di tornare a casa.
E’ stato grazie a queste esperienze che, con il passare del tempo, ho imparato ad organizzare meglio la mia vacanza, adattandola in base alle mie esigenze e al ricordo che voglio avere.

2. Organizzazione: cosa ti piace fare?

Per rendere un viaggio davvero speciale, non basta solo scegliere la meta. Bisogna fermarsi e chiedersi:

  • Che cosa voglio raccontare di questo viaggio una volta tornato a casa?
  • Quali esperienze mi faranno sentire che ne è valsa davvero la pena, rendendo quest’esperienza indimenticabile?
  • Che cosa posso fare o trovare in quel posto, che lo rende unico rispetto agli altri?
    Tutti abbiamo vissuto dei momenti che ci ha fatto venire i brividi o ci ha fatto emozionare al punto da ricordare quel momento come se fosse ieri. La chiave per un viaggio indimenticabile è pianificarlo intorno a questi momenti.

Ecco come lo faccio io: scelgo un’esperienza che diventa il fulcro su cui costruire tutto il resto. Potrebbe essere:

  • una visita culturale: un museo, un monumento, un concerto, quello che ti piace
  • un’esperienza di volo con una compagnia premium, magari in business o first class
  • un hotel di lusso o un ristorante speciale, che non posso trovare vicino a dove abito
  • un popolo o una cultura e in cui vorrei immergermi, imparare tradizioni, assaggiare piatti autentici e vivere il ritmo di vita locale
  • semplicemente una clima diverso: fuggire verso l’estate quando da me fa freddo o goderti l’aria fresca di montagna durante il caldo afoso.

Focalizzarsi su una o più di queste esperienze, è vero che riduce la possibilità di luoghi da visitare, ma permetterà certamente una migliore esperienza complessiva della vacanza.

3. Dove cercare: basta viaggiare low cost

Quando ho iniziato a viaggiare il mantra era solo uno: viaggiare si, ma risparmiare. Era il periodo d’oro del “last minute” e delle compagnie aeree low cost, e nonostante sognassi mete lontane – sono da sempre un grande fan di Giappone e Stati Uniti – i preventivi proibitivi mino faceva desistere.
Alla fine ripiegavo su offerte già accessibili, cercando il prezzo più basso, a costo di partire alle 6 del mattino e rientrare alle 23.30. L’hai fatto pure tu, vero?

Ecco, nonostante mi ritenessi abbastanza bravo – perché “risparmiavo” rispetto ai preventivi di un’agenzia – il tipico viaggio low cost comprendeva:

  • prenotazione del volo al prezzo più basso tramite OTA (agenzia di viaggio online), quindi piattaforme come Volagratis o Expedia, spesso con compagnie low cost terribili (grazie Ryanair).
  • Alloggio economico in una zona non troppo lontana dal centro e vicino a fermate dei mezzi pubblici, facendo affidamento su Booking o Trivago e le recensioni di viaggiatori di dubbia affidabilità.
  • Prenotazione del parcheggio a lunga sosta, con navetta per arrivare in aeroporto almeno 2 ore prima, con un bagaglio a mano accuratamente misurato e pesato per non pagare sovrapprezzo.
  • Spese a prezzi oltraggiosi di caffè, acqua o cibo scadente, perché “tanto non si può portare nulla oltre i controlli”.
  • Trasporti pubblici complicati (bus o treno) per spostarsi dall’aeroporto al centro città e ritorno.
  • E l’immancabile deposito dei bagagli in hotel, all’arrivo e in partenza, per “sfruttare tutta la giornata”, perché si arriva prima dell’orario di check-in e si parte dopo l’orario di check-out.

Il risultato? Quando rientravo a casa, va bene che avevo risparmiato (non ne sono più tanto sicuro), ma avevo comunque la sensazione di non aver ottenuto il massimo dall’esperienza, con un leggero senso di insoddisfazione.

E il vero problema era un altro: quei risparmi erano occasionali e fini a se stessi. Non c’era nessun vantaggio a lungo termine, nessuna fidelizzazione che mi facesse pensare: la prossima volta andrà meglio.

Come sono passato dal cercare sconti a viaggiare gratis (quasi): il mondo dei punti e delle miglia

Il momento della svolta è stato quando ho scoperto che si possono accumulare punti con le spese di tutti i giorni e usarli per viaggiare. Come? Una carta di credito può trasformarsi in un biglietto per il mondo? E’ proprio così.

Sentivo parlare di American Express e appena ne ho avuto occasione, ne attivai una, la Blu. Non sapevo bene come funzionassero le carte di credito, ma la volevo a tutti i costi. La utilizzavo pochissimo, al punto da disdirla dopo poco tempo. Poi nel 2019 mi proposero una American Express Verde, che accettai per le condizioni vantaggiose (canone gratuito).

Non avevo ancora capito il potenziale, ma iniziai a usarla per pagare voli, hotel e per lo più dove la accettavano. Nel frattempo leggevo e sentivo qualcosa qua e là (principalmente nel mercato americano – totalmente diverso dal nostro) relativamente ai vantaggi per chi era un frequent flyer. Non faceva per me. Io faccio 1 o al massimo 2 viaggi all’anno, cosa ci faccio con questa carta?

La vera illuminazione è arrivata a marzo del 2024: trovo finalmente un italiano (grazie Matteo) che spiega concretamente come sfruttare il mondo dei punti, così che ogni caffè, spesa al supermercato e bolletta di casa, possano contribuire al prossimo viaggio gratis.

Da allora mi si è aperto un mondo:

  • ho scoperto i programmi fedeltà delle compagnie aeree e alberghiere (come Flying Blue, Executive Club, Hilton Honors, Marriott Bonvoy)
  • ho imparato che trasferendo i punti Amex a questi programmi, potevo ottenere biglietti premio per voli intercontinentali o notti gratis nelle migliori strutture.
  • ho capito come avere accesso ad esperienze premium, come upgrade di camera, lounge aeroportuali e cene in ristoranti stellati.

E’ cambiato tutto. Non serve essere un frequent flyer per poter sfruttare queste occasioni. E non serve nemmeno spendere cifre astronomiche con la carta di credito per ottenere questi vantaggi.

Quello che serve è avere una carta di credito American Express e cambiare il modo di cercare i viaggi. In questo modo, anche una vacanza economica si può trasformare in un’esperienza indimenticabile.

Qualche esempio?

  • Con 100.000 punti Amex ho volato nel periodo natalizio da Roma a Bangkok, con scalo a Singapore, pagando solo 40€ di tasse.
  • Sfruttando una promozione Hilton, per meno di 600€ ho soggiornato cinque notti in un hotel a cinque stelle che altrimenti sarebbe costato più di 3000€.
  • Grazie ai benefici dedicati ai titolari, io e mia moglie siamo stati a cena in 2 ristoranti di lusso (uno a Roma e uno a Londra) senza tirare fuori un euro.

E questo è soltanto l’inizio.

Se ti ho stimolato la curiosità e vuoi saperne di più sul mondo dei punti, ti consiglio di leggere questo.

Alessandro

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